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PAROLE RUBATE

 

 

Amore mio,

chissà perché, cinquantatré anni fa, La chanson des vieux amants, magistralmente tradotta in italiano, divenne subito la nostra canzone… eppure ci conoscevamo da nemmeno un anno, e tutto eravamo meno che vecchi.

Credo che abbiamo inconsciamente letto nelle parole di quel brano il nostro futuro: magia della poesia che, superando tempi e spazi, riesce ad esprimere la voce interiore di chi la sa ascoltare.

Era già un progetto di vita insieme, una promessa. 

 

 “Ci sono stati giorni grigi
tanti anni insieme e la pazzia
hai fatto già mille valigie
ed io ti ho scritto mille addii
e in questa stanza senza culla
ogni mobile può dire
le battaglie e le tempeste
ma nulla più somiglia a nulla
non ho più voglia di partire
non hai più voglia di conquiste

 

Amore mio, mio dolce
grande immenso amore mio
dall’alba fino a che il tramonto
io, io ti amo ancora sai, ti amo."

 

Abbiamo vissuto, in questo mezzo secolo, tutto ciò che la canzone ci aveva preannunciato: i problemi, i segreti, le magie, gli amanti “bisogna pur passare il tempo, bisogna pur che il corpo esulti”, la pace, la serenità.

Abbiamo rischiato di perderci “in questa nostra dolce guerra” ma ci siamo ogni volta  ritrovati, perché il nostro destino era segnato, e davvero “c’è voluto del talento ad esser vecchi e non adulti”.

 

E, anche se adesso la vita ci sta dietro e ci darà tormento, sappi che

 

Amore mio, mio dolce
grande immenso amore mio
dall’alba fino al mio tramonto
io, io ti amo ancora sai, io ti amo…

 

 

Tuo, per sempre, 

Nicola

14 novembre 2023

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